Renzi spende oltre 70.000€ in 2 giorni per propagandare gli pseudo risparmi della riforma…


Che Renzi abbia la passione per i voli di Stato è cosa notoria. L’abbiamo visto in numerose occasioni: dal viaggio a Courmayeur con a seguito la sua famiglia, all’acquisto per puro diletto dell’Air Force Renzi, un Airbus A 340-500 dal costo di 168,2 milioni di euro.

Ora per percorrere a tappe forzate il territorio nazionale, è più utile e pratico utilizzare gli elicotteri. Non importa se è vietato usare voli di Stato per ragioni elettorali e per tratte di pochi chilometri. Il 22 ottobre scorso infatti c’era da attraversare lo stretto di Messina per arrivare a Reggio Calabria. Maledizione il ponte sullo stretto ancora non c’è! Che si fa? Semplice! Si fa arrivare dalla base di Pratica di Mare (Pomezia) un elicottero per il trasbordo. Ci ha impiegato solo 15 minuti. Chiaramente per il trasbordo, ma ben 2 ore e mezza per il volo di andata e due ore e mezza per il ritorno a Pratica di Mare. In totale 5 ore e mezza (considerando il trasbordo) costati 32.500 euro di cui 17 mila euro di solo carburante. Tutto questo solo per la traversata dello stretto. Ennesimo episodio il 19 novembre scorso.

Questa volta Renzi è in Lucania (Potenza), sempre per la campagna referendaria. Occorre arrivare a Matera distante 102 km, un’oretta di macchina. Ma il tempo è turbolento. L’elicottero potrebbe avere problemi. Si va in macchina? Ma siete pazzi! Stiamo parlando del Premier. Fate arrivare da Roma un elicottero SAR (search and rescue) un velivolo specializzato in soccorsi in servizio quel giorno per garantire il pronto intervento in tutto il sud Italia. Non si tratta in fin dei conti di un intervento di soccorso? Per di più del Premier? Infatti prontamente in elisoccorso è stato trasportato sano e salvo prima fino a Matera e poi da lì fino a Caserta dove si è potuto imbarcare su un altro veivolo di Stato.

Costi stimati 71.500 euro di cui 35 mila euro solo di carburante. Che sarà mai! È pur sempre il Premier! È vero che l’elisoccorso non è un elicottero adibito a voli di Stato e allora? Angelino Alfano non usa regolarmente gli elicotteri di Frontex per scopi personali? Un Premier non è certo meno del suo ministro dell’interno.

Ma chi è che autorizza tutti questi voli di Stato?

È un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, un dipendente di Renzi di nome Claudio De Vicenti. Persona coerente! Infatti è lo stesso che il 24 ottobre scorso si è autorizzato un volo da Roma a Roma o meglio da Roma a Pratica di Mare che è a due passi da Roma. Si è concesso un servizio taxi volante facendosi prelevare dalla Caserma Macao di Roma, fino a Pratica di Mare da dove è ripartito con un altro volo di Stato per Taranto. Tutto questo per bypassare il traffico romano. Servizio taxi costato 7 mila euro a fronte di 50€ (esagerando) dati ad un buon tassista.

Che volete che sia! Deve pure il Governo poter volare dappertutto nel nostro Paese per sostenere la causa dei risparmi prodotti dalla riforma costituzionale votando SI?

RENZI IN TOUR IN PIEMONTE DICA LA VERITÀ SUGLI ALLUVIONATI DEL 1994

Esattamente 22 anni fa, l’8 novembre 1994, le popolazioni di Asti, Alessandria, Cuneo e Torino contavano i danni e i morti della devastante alluvione che due giorni prima mise in ginocchio l’intero Piemonte. Oltre 70 vittime e 3 mila sfollati. 
Moltissimi di loro che hanno perso tutto ancora oggi attendono i rimborsi delle tasse che comunque sono stati costretti a pagare a fronte di una legge che consentiva loro di regolarizzare la loro situazione debitoria versando solo il 10 per cento di quanto dovuto. Molte brevemente, per non tediarvi troppo, l’art. 4, comma 90, della legge 350 del 2003 estendeva il regime tributario favorevole (10% dei tributi totali) previsto per i terremotati della Sicilia del 1990 anche ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994. Quindi anche gli alluvionati del Piemonte potevano regolarizzare la loro posizione debitoria (triennio 1995-97) in materia di tributi, contribuiti e premi versando il 10% di quanto dovuto. Il termine per la regolarizzazione veniva prorogato al 31 luglio 2007 per gli alluvionati del nord e al 31 marzo 2008 per i terremotati della Sicilia (art. 3 quater del decreto legge 300/2006) .

Cosa è successo?

Molti ligi contribuenti, disinformati dagli stessi Enti (Entrate, Inps, Inail) hanno versato il 100 per cento dei tributi a fronte del 10 per cento autorizzato. Nel 2007 una sentenza della Cassazione Sez. Tributaria stabiliva che l’agevolazione della riduzione del carico fiscale al 10% valeva anche per chi aveva versato l’intero importo. Pertanto avevano diritto a vedersi rimborsato il 90%.

Qual è il problema?

Risolto un problema se ne è aperto un altro: i termini entro cui poter chiedere tali rimborsi. La giurisprudenza si è attestata nel ritenere che i termini (come disposti dal sopra citato art. 3 quater DL 300/2006) sono perentori e decadenziali per avanzare le domande sia di versamento agevolato che di rimborso. I siciliani (i cui termini scadevano al 31 marzo 2008) però sono riusciti con l’art. 1, comma 665, della legge 190/2014 (legge di stabilità 2015) a spostare a marzo 2010 i termini per la domanda del rimborso delle somme versate in eccedenza al 10 per cento. La sentenza della Corte di Cass. Sez. Trib n. 6686 del 2015 stabiliva che la suddetta proroga si applica anche agli alluvionati del nord del 1994 mentre la Cassazione Sez. Lavoro competente in materia di contributi INAIL/INPS ha viceversa detto il contrario. Ossia: che ci vuole una specifica previsione normativa per procedere con i rimborsi delle eccedenze anche per gli alluvionati del 1994 ed è quello che chiedevo nell’emendamento da me presentato ieri [vedi qui] al decreto legge fiscale in discussione alla Camera dei deputati. Il PD, il partito del premier Renzi, si è opposto. 

Come?   

Dichiarandolo inammissibile! Ieri sera i deputati del PD, in sordina, hanno bloccato il mio emendamento non ammettendolo alla discussione per non mettere in imbarazzo Renzi in visita ad Asti e Alessandria, due territori direttamente interessati. La solita scusa: problemi di copertura finanziaria! Mi chiedo: come fa il PD a sostenere che sono difficili da reperire 15 milioni di euro annui, per i prossimi tre anni, per venire incontro a cittadini ed imprese che hanno avuto devastate le loro case e loro attività economiche quando lo stesso Renzi per i suoi continui voli di Stato – gli stessi che avrà impiegato per fare campagna referendaria oggi in Piemonte – spende oltre 50 milioni di euro l’anno?

Gli astigiani e gli alessandrini, i miei concittadini, hanno la scorza dura! Per questo sono sicuro che, come sono riusciti a superare questa devastante alluvione, non si faranno gabbare da un personaggio che oltre a voler devastare la nostra Costituzione usa mezzucci per impedire che un emendamento scomodo possa essere messo in discussione per non rovinargli la sua campagna referendaria. Un’ottima ragione per ricordarglielo il prossimo 4 dicembre.

EMENDAMENTO

DL 193/2016: Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili. C. 4110 Governo.

Art. 7-bis. 

(Riapertura dei termini per il rimborso delle somme tributarie versate dagli alluvionati del 1994).
1. I soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 destinatari dei Pag. 307provvedimenti agevolativi ai sensi di quanto disposto dall’articolo 4, comma 90, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che hanno versato somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi per il triennio 1995, 1996 e 1997 per un importo superiore al limite del 10 per cento come previsto dall’articolo 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, hanno diritto, fermo restando i limiti imposti dalla Decisione della Commissione europea riguardante le misure SA.33083, al rimborso di quanto indebitamente versato. 

2. Il termine di presentazione delle domande di cui all’articolo 4, comma 90, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è differito al 31 giugno 2017. La presente disposizione si applica entro il limite di spesa di 15.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 15.000.000 euro per l’anno 2017 e a 15.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019, l’accantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a 15.000.000 euro per l’anno 2018, l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. 

7. 077. Paolo Nicolò Romano, Pesco, Alberti. 

(Inammissibile)

Terremoto giudiziario e terremoto reale

Arresti terzo valico

Ieri due notizie hanno destato l’attenzione di tutti. I 35 arresti per l’ennesimo scandalo di corruzione negli appalti delle Grandi Opere e il terremoto che ha colpito nuovamente il centro Italia. In entrambi i casi abbiamo assistito alle stesse macerie morali, umane ed urbane di sempre e un senso profondo di sconforto ci assale come se questi fenomeni fossero ineludibili e pertanto bisogna necessariamente abituarci a conviverci.
Due fenomeni – l’atavica ed endemica corruzione nel nostro paese e i movimenti tellurici della nostra terra – apparentemente distanti tra loro ma che in realtà sono uniti da un comune denominatore: la degenerazione morale della nostra classe politica. Non dovremmo avere paura dei terremoti se non vi fosse nel nostro paese il cancro della corruzione e non dovremmo temere la corruzione se nel nostro paese vi fosse una classe dirigente rigorosa con un profondo senso etico della cosa pubblica.
Ieri per l’ennesima volta abbiamo assistito all’arresto di funzionari pubblici che, in cambio di utilità personali, chiudevano gli occhi sul rispetto delle procedure di esecuzione dei lavori e sulla qualità dei materiali utilizzati. Questa volta le indagini hanno riguardato il Terzo Valico Milano Genova, il people mover di Pisa e il sesto macrolotto A3 Salerno Reggio Calabria; tutti lavori che per procedure impiegate e materiali usati non sarebbero “collaudabili”.
Ieri per l’ennesima volta abbiamo assistito a scene di terrore per case crollate e cittadini disperati per una scossa di 5.9 di magnitudine quando terremoti di magnitudo 6.5 non dovrebbero creare nessun danno se gli edifici fossero costruiti con tutti i crismi. Infatti, in Giappone e in California scosse di tale entità rientrano nella normalità. Noi invece abbiamo già visto cosa è successo all’Aquila (6.3) e ad Amatrice(6.0) ed è meglio non pensare a quello che potrebbe succedere in caso di terremoti di magnitudine superiore.
Pensate che i nostri politici reagiranno con interventi legislativi ad hoc? Che si mobiliteranno per prevenire questi fenomeni? Succederà quello che è sempre successo: niente! E’ come illudersi che gli arrestati e gli indagati di ieri, tutti figli dei soliti noti (Monorchio, Lunardi ecc. ecc.), verranno effettivamente condannati. Chiedetelo al nostro padre costituente Denis Verdini a cui sempre ieri la Corte d’Appello di Roma ha annullato “per intervenuta prescrizione” la sua condanna in primo grado a due anni per corruzione nell’appalto della scuola dei marescialli di Firenze. Lui saprà benissimo dirvi cosa succederà!

RENZI ROTTAMATORE SI! MA SOLO DELLA COSTITUZIONE

ansv-flag

Oggi nella IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati la maggioranza ha espresso parere favorevole alla proposta del Governo di nominare il professor Bruno Franchi a Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo. Per quanto ho avuto modo di conoscere personalmente il prof. Bruno Franchi, apprezzandone la sua disponibilità e competenza in occasione dei lavori preparatori della mia proposta di legge sulla regolamentazione dei droni civili, non ho esitato ad oppormi alla sua riconferma [leggi il mio intervento qui] perché non è tollerabile che nel nostro Paese il potere è sempre nelle mani delle stesse persone, dove sono sempre gli stessi a ricoprire per decenni cariche apicali e non c’è mai un effettivo ricambio della classe dirigente.

Bruno Franchi è Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo dal 1999. La sua nomina risale addirittura alla istituzione stessa dell’Agenzia avvenuta con il decreto legislativo 66 del 1999. Da allora in maniera ininterrotta, fino ad oggi, ha guidato l’Ente preposto alle indagini degli incidenti aerei godendo di norme “ad personam” e commissariamenti ad hoc. Questo è il suo quarto mandato da Presidente (tre da Commissario) quando per legge il limite era di soli due mandati. Chiaramente il suo non è un caso unico in Italia. Nel solo panorama aeronautico analoga situazione è presente in Enac, con Vito Riggio presidente ininterrottamente dal 2003, e in Aeroclub d’Italia, con Giuseppe Leoni, senatore leghista per quattro legislature, presidente ininterrottamente dal 2002.

Insomma! Mi chiedo: Renzi non doveva rottamare la gerontocrazia di Stato? Perché qui l’unica cosa che sta veramente rottamando è la nostra Carta Costituzionale e noi glielo impediremo!

ENAC: A QUANDO IL NUOVO CDA?

Enac

Ieri, ho presentato un’ interrogazione parlamentare, per chiedere al Presidente Renzi spiegazioni in merito al mancato rinnovo del consiglio di amministrazione di Enac, che dopo 8 mesi risulta ancora vacante. Stiamo parlando dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, la massima autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile.  È l’Ente che impone le caratteristiche tecniche e progettuali degli aerei e i requisiti professionali del personale aeronautico,  inoltre certifica la loro rispondenza agli standard internazionali e nazionali e verifica e controlla che il tutto venga rispettato e fatto rispettare. Parliamo quindi di un Ente pubblico strategico per la sicurezza nazionale.

Eppure, dal 23 gennaio scorso il vecchio C.d.a, ha cessato le proprie funzioni e nessun altro è stato ancora chiamato a ricoprire tali delicati incarichi. Possibile che in Italia non ci siano quattro “soggetti di comprovata cultura giuridica, tecnica ed economica nel settore aeronautico” (cosi come prevede la legge) da nominare nell’organo di indirizzo e di gestione dell’Ente? Da tempo, come Movimento 5 Stelle, stiamo chiedendo al Governo,  di aprire una consultazione pubblica per la selezione dei nuovi consiglieri.

Sono passati otto mesi e, a fronte di numerosi solleciti, non solo il Governo non ha risposto ai nostri appelli per una selezione trasparente e meritocratica delle candidature, ma non ha ancora sciolto la riserva sui nomi da insediare ai vertici, con grave disagio per un intero comparto come quello del trasporto aereo, che presenta delicate e complesse problematiche ancora da risolvere.
L’unico, certamente a giovarsi di questa situazione è l’attuale Presidente, Vito Riggio, che da oltre 13 anni è il dominus incontrastato di Enac, essendo stato confermato da tutti i Governi in carica con norme e commissariamenti ad hoc. Che l’Enac fosse un suo feudo è noto a tutti, ma che adesso Renzi voglia anche lasciarlo solo al comando, questo proprio non possiamo permetterlo!

AUTOSTRADA A33 ASTI CUNEO: ATTENDIAMO I FATTI


Mentre il Premier Renzi parla dell’Asti Cuneo girando in elicottero, finalmente l’annosa ed irrisolta questione del completamento dei lavori dell’autostrada A33 trovano uno spiraglio, nella decisione di Confindustria Cuneo di aderire alla proposta del M5S di un ripensamento complessivo del progetto, meno impattante sia economicamente che ambientalmente.

Finalmente hanno deciso di abbandonare l’idea, su cui siamo sempre stati fieramente contrari, di costruire un tunnel (sotto la collina di Verduno) dal faraonico costo di 700 milioni di euro, che sarebbero triplicati in breve tempo conoscendo la voracità delle clientele politiche e mafiose che si annidano dietro le grandi opere nel nostro Paese.

Già solo questo ha comportato una diminuzione dei costi dell’intera opera del 90% (da 760,2 milioni di euro a 23 milioni di euro per 9 chilometri di autostrada), senza parlare della riduzione dell’impatto ambientale in una zona ad alto rischio idrogeologico e dei tempi per il completamento dei lavori (meno di un anno). 

I dettagli della nuova proposta di Confindustria Cuneo, sono delineati nell’articolo odierno de il sole 24 ore. Non possiamo che apprezzarne la notevole affinità con quanto proposto dal MoVimento 5 Stelle sul tema ormai da oltre un anno.

Il Presidente Renzi, nel suo tour in elicottero di ieri nel cuneese, ha detto che del completamento dell’autostrada A33 se ne sarebbe occupato in prima persona. Come portavoce del M5S in Commissione Trasporti della Camera mi impegnerò a verificare se alle promesse seguiranno i fatti, perché il potenziamento in tempi brevi della Asti Cuneo ormai non è più procrastinabile e non tutti possono permettersi di spostarsi in elicottero.

Tasse aeroportuali: ennesimo spot del governo

Tasse aeroportuali

Se il buon giorno si vede dal mattino quello che abbiamo visto oggi, in occasione dell’ennesima fiducia del Governo sul decreto legge Enti Locali, per l’intero settore del trasporto aereo è una brutta giornata. Mi riferisco all’articolo aggiuntivo sulla “riduzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco per il 2016” che oso definire come l’ennesima presa i giro.

L’art. 13 ter, inserito di soppiatto dal Governo, prevede la sospensione per soli 4 mesi dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco ed esclusivamente per la quota di aumento di 2,50 euro disposto dall’ex Governo Letta nel “Destinazione Italia” per prorogare il finanziamento del Fondo Speciale del Trasporto Aereo. Tutti hanno applaudito, anche le opposizioni, a questa norma truffa presentata come necessaria per il rilancio del settore del trasporto aereo nel nostro paese. Assolutamente falso! Innanzitutto la tassa di imbarco non scompare perché comunque gli italiani sono costretti a pagarla per l’importo residuo pari a 6,50€ (7,50€ a Roma). Poi perché chi prende un aereo non si spaventa certo per un sovra prezzo di 2,50€ sul prezzo del biglietto. La verità è che il Governo ha voluto fare un’operazione spot per accontentare le compagnie low cost che viceversa puntano ad altro! Ossia a demolire le nuove regole di trasparenza che i Gestori Aeroportuali devono ora rispettare per l’assegnazione degli incentivi ai vettori. Questa è la vera posta in gioco su cui puntano le compagnie aeree low cost per continuare a percepire indisturbati contributi pubblici per l’offerta di servizi di collegamento aereo. Su questo saremo estremamente vigili.

Direte voi: comunque è una riduzione del costo del biglietto aereo. Allora vi chiedo: che senso ha una riduzione limitata agli ultimi quattro mesi del 2016 e in particolar modo dopo la stagione estiva quando il grosso delle prenotazioni aeree sono già state effettuate? O lo si sopprime del tutto oppure è inutile sospenderlo per soli quattro mesi ed è quello che ho chiesto io nel mio odg.

Un’altra ipocrisia è continuare a chiamare “addizionale comunale” una imposta nazionale impiegata per gli usi più eterogenei. Facciamoci due conti. Dei 10 euro di tassa che ad esempio un cittadino di Roma paga per volare (nel resto del Paese l’addizionale è di 9 euro): 2,50€ vanno a finanziare il Fondo Speciale del trasporto Aereo (la quota che per 4 mesi verrà sospesa); cinque euro vanno a finanziare l’Inps; un euro va a ripianare il debito della Capitale; 50 centesimi vanno per sostenere i servizi antincendio negli aeroporti e, infine, solo un euro di questa tassa va per il 60% al Ministero dell’Intero per i servizi di sicurezza interna agli aeroporti e solo per il 40 per cento ai Comuni aeroportuali e questo per la quota eccedente i 30 milioni di euro annui assegnati ad Enav a rimborso dei costi sostenuti per garantire i propri servizi. Pertanto la percentuale del 40 % su quel misero euro si abbassa ulteriormente.

Ebbene! I Comuni aeroportuali sono anni che non vedono un euro di questi soldi. Parliamo di quasi 100 milioni di arretrati non percepiti al punto da arrivare a minacciare il Governo di azioni legali. Voglio ricordare che i Comuni italiani aeroportuali sono quelli che patiscono i maggiori disagi in termini di impatto ambientale, acustico e di sicurezza urbana nell’avere sul proprio territorio un aeroporto. Pertanto non solo hanno diritto ad essere regolarmente rimborsati nei termini previsti ma per i costi sostenuti in virtù della presenza di un aeroporto va previsto anche un aumento della percentuale di addizionale loro spettante.

Per sostenere questo oggi ho presentato un question time in Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, per chiedere appunto al Governo in che modo si sta adoperando “per la messa in atto di un intervento normativo che consenta una riduzione dell’addizionale comunale” e per rispondere alla diffida ad adempiere pervenuta dall’associazione nazionale dei comuni aeroportuali in merito alle somme loro spettanti ma mai ricevute.

Questa la non risposta del Governo. I Comuni aeroportuali non sono stati nemmeno citati! Eppure ipocritamente si continua a chiamare questa imposta nazionale “addizionale comunale per i diritti d’imbarco”. Non ho parole!

Ferrovia Alba-Asti: la non risposta del governo al mio Question Time

Oggi, dopo numerosi solleciti, finalmente il Governo, nella persona del Sottosegretario delegato Umberto Del Basso De Caro, è venuto a rispondere ad una mia interrogazione in merito alla riattivazione della storica linea ferroviaria Asti Alba. La mia domanda molto semplice era rivolta a capire quali iniziative il Governo intendesse intraprendere per sostenere la regione Piemonte nell’immediata riattivazione della linea ferroviaria Asti-Alba e delle altre insistenti nel perimetro dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco, quali l’altrettanto storica e strategica linea ferroviaria Alessandria- Nizza Monferrato – Castagnole delle Lanze – Alba.

Più chiaro di così si muore: il Governo intende intraprendere delle iniziative per la riapertura di queste linee. Se si! Quali?

Ebbene! Avete tutti modo di leggere la risposta del Governo qui. Il Sottosegretario è venuto a dirci che l’acqua se riscaldata diventa calda ossia che “il ripristino della linea comporterebbe l’assunzione dell’onere da parte dello Stato delle risorse per la realizzazione delle opere infrastrutturali e per la loro successiva manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, da trasferire al gestore attraverso gli strumenti dei Contratti di Programma.” Insomma: la scoperta dell’acqua calda. Invece di dirci cosa intendesse fare per la valorizzazione di una importante linea ferroviaria che attraversa siti patrimonio dell’umanità è venuto a raccontarci lo stato in cui versa la ferrovia, ormai dal 2010 in totale stato di abbandono, e quali interventi infrastrutturali occorrono per il ripristino della galleria Ghersi. Tutte cose note e stranote.

La mia risposta a questa ennesima presa in giro non è mancata. Ho ricordato al sottosegretario che il Governo deve dimostrare con i fatti la volontà di sostenere il trasporto ferroviario che è la modalità di trasporto più efficiente, meno inquinante, più sicura e col minore impatto sul territorio esistente. Invece noi assistiamo da anni a politiche della mobilità tutte incentrate sul trasporto su gomma che rappresenta la più inquinante, energivora e pericolosa modalità di trasporto esistente. Non si riescono a trovare 12 milioni di euro per rendere agibile la galleria Ghersi  quando si pagano milioni di euro per acquistare quote di CO2 da altri Paesi per regolarizzare la nostra posizione in merito ai livelli di emissione consentiti dal protocollo di Kyoto che proprio incentivando il trasporto ferroviario potremmo evitare di pagare. Per non parlare dei miliardi di euro che il Governo spende in progetti faraonici e di inutili, come l’Alta Velocità del Terzo Valico considerata inutile dalle stesse ferrovie dello Stato, mentre si lasciano morire linee ferroviarie storiche e strategiche quali la Asti Alba, la Alessandria- Nizza Monferrato e la Castagnole delle Lanze – Alba che mettono in collegamento paesaggi unici che ci invidiano in tutto il mondo e le cui riattivazioni rappresenterebbero un importante volano economico per questi territori segnati duramente dalla crisi.

Per tutte queste ragioni non potevo essere assolutamente soddisfatto della risposta del Governo che prima va a casa meglio è per tutti.

Riapriamo la ferrovia Asti-Alba

Oggi insieme ad Ivano Martinetti, capogruppo del M5S di Alba, ho presentato alla stampa locale la risoluzione da me depositata alla Camera dei Deputati per chiedere il ripristino del collegamento ferroviario tra Alba ed Asti.
L’utilità per studenti e lavoratori pendolari è indubbia, lo dimostrano i dati di traffico quando la linea era ancora operativa al 100%.
È assurdo che non ci sia un collegamento con mezzi pubblici adeguati, visto che Asti ed Alba condividono sempre più servizi essenziali quali ad esempio l’ospedale e il tribunale.  Inoltre questa tratta potrebbe essere un comodo servizio per i turisti, sempre più numerosi in seguito al riconoscimento delle colline del vino di Langhe­, Roero e Monferrato quali patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco quindi si aprirebbero anche interessanti scenari per lo sviluppo di treni panoramici.
Tra l’altro voglio ricordare che nella presentazione della candidatura all’Unesco, era indicato con chiarezza, la presenza di una articolata linea ferroviaria in grado di agevolare la mobilità di residenti e turisti.

Purtroppo invece, si sente parlare di assurde ed irrealizzabili proposte, come quella per la conversione in pista ciclabile, proposta che arriva tra l’altro da un area politica da sempre molto disattenta a queste tematiche, cosa che ci fa venire il sospetto che sotto alla riconversione della ferrovia, in realtà si nasconda qualche altro interesse!

La linea è ancora armata e in buono stato di conservazione e facilmente riattivatile, per questo chiediamo di riaprire subito la tratta tra Asti e Neive, e di far partire  i lavori di ripristino della galleria del Ghersi  e tornare ad offrire il servizio fino ad Alba.
Per questi motivi ho presentato una risoluzione in IX commissione alla Camera, che chiede di finanziare i lavori straordinari per il completo ripristino di tutta la linea.

A latere ho incontrato il sindaco di Alba, Maurizio Alfredo Marello che si è dimostrato molto disponibile e interessato a questa tematica  in quanto è considerata una priorità per molti Albesi residenti e un comodo servizio per i sempre più numerosi turisti.

P.S.
Ovviamente non siamo contrari a una pista ciclabile, ma esistono già valide alternative lungo il fiume Tanaro.

Paolo Romano ferrovia Asti Alba
da sinistra: Paolo Romano, Maurizio Marello, Ivano Martinetti

 

 

 

Alessandria: falda acquifera a rischio

Paolo Romano manifestazione acqua Alessandria
La più grande falda acquifera della Provincia di Alessandria è messa in pericolo dal progetto di una discarica di rifiuti industriali a Sezzadio e dalla lavorazione di rifiuti tossico-nocivi a Predosa. Il rischio enorme di inquinamento per le falde acquifere profonde, deriva dalla presenza di migliaia di pozzi, costruiti nel secolo scorso, con una tecnica di perforazione ora non più ammessa, che consentiva alla falda superficiale di “comunicare” con le falde sottostanti. Questo chiaramente è causa di contaminazione delle falde profonde, dalle quali si attinge per bere e irrigare. Molti di questi pozzi oggi non vengono nemmeno più utilizzati, però secondo le stime degli operatori del settore, solo nella provincia di Alessandria sono presenti dai 3 ai 4mila di questi pozzi, arrivando fino a 100mila nell’intera pianura padana.

La Regione Piemonte, con il Piano di Tutela delle Acque stabilisce che: “Le attività di ricondizionamento o chiusura dei pozzi che consentono la comunicazione tra la falda freatica e le sottostanti falde profonde siano completate entro il 31 dicembre 2016, con riferimento all’intero territorio regionale”. Purtroppo però, la grande maggioranza di questi pozzi, non è mai stata denunciata e non esiste un censimento esaustivo. Nella sola Provincia di Alessandria ne sono stati censiti appena 700 e meno di cinquanta sembra siano stati ricondizionati.

Tale fallimento è dovuto al fatto che l’operazione di ricondizionamento ha un costo che si aggira da un minimo di 10mila euro a più di 30mila euro a pozzo. Siccome la stragrande maggioranza di questi pozzi sono di piccoli e medi agricoltori, oppure di industrie che non esistono più perché fallite, è facile capire perché molti non si sono adeguati, semplicemente perché non hanno le risorse necessarie per fare questi lavori. Per questo motivo, se vogliamo davvero salvaguardare le falde acquifere, lo Stato dovrebbe accollarsi tali oneri. Anche se si tratta di un costo di diversi miliardi di euro, rientra nelle attività di bonifica che servirebbero a riqualificare la sicurezza ambientale del nostro devastato territorio. Parliamo di salvaguardare le falde acquifere da dove attingiamo per bere e per irrigare i nostri prodotti dell’agroalimentare. Non si scherza su questo! Invece lo Stato che fa? Butta miliardi di euro in investimenti, quale il terzo valico, che paradossalmente aumenta i rischi di disastro ambientale nel nostro Paese.

Per un quadro della situazione più chiaro, posto in ordine cronologico alcuni articoli sulla questione:
http://www.alessandrianews.it/alessandria/cave-falde-acquifere-questione-che-riguarda-tutta-provincia-134109.html [01.06.2016]

http://www.alessandrianews.it/alessandria/doppio-presidio-comitati-falda-rischio-predosa-sezzadio-126951.html [23.02.2016]

http://notavterzovalico.info/2016/02/18/martedi-23-febbraio-presidio-ad-alessandria-per-salvare-la-falda-di-sezzadio/ [18.02.2016]

http://www.inchiostrofresco.it/blog/2015/05/19/le-falde-acquifere-occhio-non-vede/ [19.05.2015]

http://mag.corriereal.info/wordpress/2015/03/06/interrare-rifiuti-e-farla-franca-grazie-alla-lentezza-dellacqua-di-falda-e-alla-prescrizione-parte-un-ciclo-di-incontri-di-medicina-democratica/ [06.03.2015]